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LA
SCOPERTA DELLA RADIO E GUGLIELMO MARCONI.
Le
radiocomunicazioni sono il frutto delle scoperte e della cooperazione
di numerosi scienziati e tecnici appartenenti a diversi paesi.
Faraday, all'inizio del XIX sec., studiò le interazioni
elettriche e magnetiche, non tanto come azione a distanza, quanto
sotto il profilo di campi di forza prodotti da cariche elettriche e da
magneti; Egli scoprì che i campi elettrici possono essere indotti da
campi magnetici variabili. Pochi anni dopo Maxwell,
traducendo in forma rigorosamente matematica le idee di Faraday, fornì
le basi della moderna teoria dell'elettromagnetismo, con il famoso "
Trattato dell'elettricità del magnetismo" (1873). Maxwell
sostenne che le onde elettromagnetiche hanno la stessa natura delle
radiazioni visibili, cioè della luce, e che si propagano con la
medesima velocità di 300.000 Km/s, subendo fenomeni di riflessione e
rifrazione del tutto analoghi a quelli luminosi. Le onde luminose sono
molto corte, mentre le altre, più lunghe, sono quelle che oggi
chiamano "radioonde". Il termine "radio", derivato
da "radiazione", fu adottato in una conferenza svoltasi a
Berlino, in Germania, nel 1906, con riferimento alle comunicazioni
mediante onde elettromagnetiche. Nel 1887 le teorie di Maxwell ebbero
una conferma sperimentale dal fisico H.Hertz che
riuscì a produrre e a rivedere le onde elettromagnetiche, denominate
appunto onde hertziane. Con l'ausilio di un rocchetto di
Runkorff e di un particolare spinterometro, Hertz
realizzò il prototipo di un 'oscillatore capace di irradiare un'onda
elettromagnetica che poteva essere rilevata a breve distanza,
ottenendo scintille tra le due punte affacciate di una spira metallica
ad anello semiaperto. Hertz perfezionò notevolmente la parte
sperimentale e successivamente, assieme ad Augusto Righi,
riuscì a riprodurre in laboratorio , per le onde elettromagnetiche,
quei fenomeni di riflessione, rifrazione e diffrazione che
caratterizzano la luce. Il metodo a scintillazione adottato da Hertz
per rivelare e quindi per ricevere a distanza le onde
elettromagnetiche, era assai poco sensibile per applicazioni di
pratica utilità.
Dopo una serie
di altre sperimentazioni ad opera di fisici del periodo, l'italiano
G.Marconi nel 1896 perfezionò e rese veramente
efficienti le antenne rice-trasmittentied effettuò con
un'apparecchiatura particolare i famosi esperimenti di Pontecchio,
durante i quali trasmise segnali percepibili fino a 2400m di distanza.
Gli studi ed i perfezionamenti della radio proseguirono a ritmo
sostenuto, tanto che nel 1898 i trasmettitori Marconiani riuscirono a
raggiungere la portata di circa 50Km.

L’ELETTRA
Nello stesso
anno, a soli 24 anni, Marconi vendette la prima stazione radio
commerciale sulle coste Irlandesi. Nel 1900 lo studioso italiano
riuscì ad inserire un rudimentale circuito di sintonia sia nel
trasmettitore che nel ricevitore: con questi accorgimenti tecnici le
onde radio generate artificialmente riuscirono a raggiungere distanze
enormi, superando i 300Km.
Nel 1901
Marconi lanciò il primo messaggio radiotelegrafico attraverso
l'atlantico, da una stazione trasmittente situata in Cornovaglia.
Naturalmente i successi dell'inventore italiano interessarono altri
scienziati che cominciarono a studiare l'apparecchiatura contribuendo
a svilupparla ulteriormente, apportandovi continui miglioramenti. Uno
dei grandi limiti dell'invenzione di Marconi risiedeva nel fatto che
si potevano inserire solamente impulsi adatti per il codice Morse,
cosa che era inadatta per la trasmissione dei suoni. Nel Dicembre del
1900, usando un trasmettitore a scintilla Fessenden riuscì a trasmettere un breve messaggio fonico: per la prima volta
nella storia del pianeta la voce dell'uomo poteva udirsi a diversi
chilometri di distanza viaggiando a cavallo di onde elettromagnetiche.
Sei anni dopo ancora Fessenden realizzò quella che è considerata la
prima trasmissione radiofonica della storia: parole e musica vennero
udite nel raggio di 25Km dalla trasmittente situata a Brant Rock sulla
costa del Massachusetts. Nel 1915 la trasmissione radiofonica era una
realtà capace di varcare i confini oceanici. Intanto, nel 1916,
Marconi decise di riprendere gli studi sulle onde corte potendo
utilizzare apparecchiature elettroniche meno artigianali di quelle dei
suoi primi esperimenti. Fu nel 1923 che si constatò la possibilità di
impiegare le onde corte per la trasmissione a lunga distanza. In
quell’ anno infatti, l'americano Conrad riuscì a
costruire un ripetitore per il trasferimento dei programmi emessi
dalla stazione KDKA, di Pittsburgh, in Pensylvania, alla stazione KDPM
situata a 160 Km di distanza, nella città di Cleveland nell'Ohio.
Segnali emessi da una stazione trasmittente a onde corte di maggior
potenza furono raccolti dalla BBC a Londra, cioè a 5600Km di distanza.
Nel 1924 la radiocomunicazione a onde corte era ormai perfezionata al
punto che Marconi poté realizzare la prima trasmissione
dall'Inghilterra all'Australia. Sempre nello stesso anno Appleton
riuscì a spiegare perchè le radioonde seguono la curvatura della
superficie terrestre. Egli scoprì l'esistenza di una fascia
"ionizzata" - la ionosfera - che circonda il globo ad un altezza di 60
Km. La ionosfera si comporta come uno specchio che riflette le
radioonde a distanza di varie centinaia di chilometri dal punto di
emissione. Poiché anche la superficie terrestre riflette le radioonde,
queste possono rimbalzare tra i due strati per migliaia di chilometri.

Radioricevitore SITI-DOGLIO tipo R31, Gamma Onde Medie e Lunghe a
bobine intercambiabili. Circuito "endodina". 5 valvole. Alimentazione
a batterie. Anno 1924
Questi
esperimenti resero evidenti le enormi possibilità che questo nuovo
mezzo di comunicazione offriva. Era possibile per esempio collegare
stazioni terrestri con le navi che attraversavano gli oceani,
permettendo loro una navigazione più sicura, opportunità poi allargata
anche ai mezzi aerei. Si poteva ottenere una rete di comunicazione
molto efficiente che riusciva a collegare tra loro le nazioni del
mondo intero. Insomma l’uomo poteva contattare il suo simile in ogni
parte del mondo!! Certamente un’invenzione decisiva la Radio, che ha
permesso tra l’altro la conquista dello spazio e la veloce
propagazione della conoscenza in tutto il mondo.
Negli ultimi
decenni, i radioamatori hanno contribuito in modo decisivo allo studio
della propagazione dei segnali radio, collaborando tra l’altro alle
iniziative condotte in occasione di studi ed esperimenti geofisici. Le
loro esperienze sono riconosciute come di grande interesse teorico e
pratico ai fini dello studio delle radiocomunicazioni. Vari satelliti
nello spazio sono stati inoltre messi a disposizione dei radioamatori
proprio perché le esperienze da essi condotti, sono risultate decisive
per la successiva attivazione di sistemi di comunicazione avanzati.
Nascono così i
primi radioamatori che con rudimentali attrezzature iniziano ad
esplorare il fantastico mondo della radio.
RADIOAMATORE??? …CHI E’ COSTUI??
Molti nel
tempo hanno provato a dare un significato al termine
RADIOAMATORE, attraverso la descrizione particolareggiata
delle attività svolte da questa categoria di persone. Pur non essendo
semplice noi proveremo a darvi la nostra definizione, cercando di
chiarire nel contempo quale sia la sfera di interesse nel quale operae
le finalità che il radioamatore si prefigge. Il
Radioamatore,è colui che esperimenta tecniche di trasmissione radio,
costruisce ed utilizza apparati ricetrasmittenti ed antenne per
comunicare attraverso l’etere con altri corrispondenti, in ogni
partedel mondo nel rispetto dei regolamenti e delle Leggi vigenti.
Va da se che le attività svolte dal Radioamatore sono in preponderanza
di ricerca, studio e sperimentazione nel campo delle trasmissioni
radio, attività che hanno tutte la finalità di superare le distanze
tra corrispondenti nel tentativo di scambiare informazioni ed
esperienze.

Apparato Ricevitore Radioamatoriale Collins 51S-1
Piu' di due
milioni di persone nel mondo hanno la licenza di radioamatore, 800.000
negli U.S.A., 25.000 in Canada e in Italia, 50.000 in Germania,
600.000 ed oltre in Giappone secondo i dati del 1985 purtroppo oggi in
forte calo.
RUOLO
UMANITARIO DEL RADIOAMATORE
Un ruolo
decisamente importante riconosciuto ai radioamatori, è il supporto che
essi forniscono ad enti e servizi sociali nell'ambito della “
Protezione Civile”, in caso di calamità naturale od altri eventi
catastrofici. Quando le telecomunicazioni in una area geografica
divengono critiche, stazioni radio specializzate per operare in
situazioni di emergenza,vengono prontamente istallateper ripristinare
comunicazioni alternative. E' possibile cosi creare reti di
radiocomunicazioniin grado di sostituire il sistema pubblico di
comunicazione. Naturalmente i radioamatori mettono in questo caso a
disposizione non solo la loro esperienza ma anche le attrezzature ed
il loro personale impegno. Appositi regolamenti nazionali prevedono
che presso ogni Prefettura del territorio sia disponibile una sala
operativa con apparati radioamatoriali pronti ad operaresulle varie
frequenze non appenauna ordinanza del Prefetto lo disponga.
LA
RADIO OGGI
Al giorno
d’oggi la radio e tutte le sue applicazioni hanno subìto profonde
trasformazioni. Dopo essere nate come comunicazioni punto-punto
(stazioni radio Fisse o Mobili)sono successivamente sorte le reti di
tipo Cellulare (Telefonini) e le comunicazioni Satellitari. Anche le
modalità di trasmissione sono radicalmente cambiate passando dalla
Telegrafia(Nota Modulata) alla Fonia (nei sui diversi aspetti AM, FM,
SSB ecc.) ed infine alle trasmissioni Digitali per mezzo delle quali
e’ possibile trasferire grandi volumi di informazioni (Dati) via
Etere. Questa ultima modalità di trasmissione ha radicalmente
trasformato la Radio in un potentissimo veicolo di trasporto di
informazioni che non e’ limitato ne dalle distanze ne tanto meno da
qualsiasi ostacolo fisico, basti pensare ai collegamenti radio che
vengono effettuati con potenze irrisorie, tra sonde spaziali lontane
miliardi di chilometri e le basi a terra che inviano comandi e
ricevono enormi quantità di dati (Foto, Rilevamenti, ecc.) .
Ultimamente, le comunicazioni "wireless" (Wi-Fi) a 2.4 GHz stanno
incontrando un notevole interesse da parte della comunità
radioamatoriale, consentendo ad essi di creare uno sviluppo
consistente nelle comunicazioni attraverso l'impiego di queste
frequenze con il sempre più massiccio utilizzo di sistemi
computerizzati e con possibilità di creare punti di ingresso sulla
rete per eccellenza (Internet).

Ricetrasmettitore Radioamatoriale Yaesu FT1000MP Mark V
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